domenica 12 luglio 2009

L'arte di essere felici: Massima 13


Tratto dal libro "L'arte di essere felici" di Arthur Schopenhauer.


Se si è sereni, non chiedere per giunta a se
stessi l'autorizzazione a esserlo,
stando lì a riflettere se si ha per davvero motivo
di essere sereni da tutti i punti di vista.

mercoledì 8 luglio 2009

Perchè corro


Non importa dove si arriva. Ciò che conta è partire. Iniziare a correre e vedere la realtà davanti ai propri occhi mutare, cambiare forma e colore; perdere i suoi confini ben definiti e mischiarsi, l'albero con la sabbia, le foglie con il cielo, l'asfalto con le macchine.
Solo in questo modo si ha la piena consapevolezza che si sta correndo. Non esistono altri artefizi, altri metodi o diavolerie. Neanche ci si può fidare del giudizio altrui, esterno alla nostra persona, perchè tale giudizio può essere facilmente influenzato da falsi punti di riferimento o da errati punti di vista. Invece, il senso della vista e del tatto ci vengono in soccorso facendoci apprezzare in tutto il suo dolce sapore, il gusto della corsa, del movimento, del cambiamento.
Perchè la corsa è sinonimo di cambiamento. Di evoluzione. Forse negativa. Ma di certo evoluzione.
Non importa dove si va e dove si arriva. Conta che si sta andando e contano tutte quelle cose che durante la corsa si pensano. Sono quelle cose che colorano la nostra giornata, che ci regalano sorrisi, a volte luminosi a volte un pò cupi; ci regalano emozioni forti e anche qualche paura.
Prima o poi da qualche parte si arriva. E' logico. Ogni cosa al mondo, salvo poche, pochissime, rare eccezioni, ha un suo inizio e ha una sua fine. La corsa è tra queste.
Ha un inizio e ha una fine.
Io per tali motivi corro... E se qualcuno dovesse domandarmi perchè corro.. allora io rispondo come ha risposto Forrest Gump: "Corro perchè mi va di correre"



lunedì 29 giugno 2009

Inseguito dai porcospini di Schopenhauer

Da qualche giorno mi sento perseguitato da alcuni porcospini. Si tratta dei porcospini di Schopenhauer.
Leggo un libro ed ecco lì il riferimento ai porcospini... apro il mio profilo di facebook e ecco anche lì il riferimento a questi famosi porcospini..
Insomma, essi mi seguono, mi affiancano, mi guardano e poi mi superano; si nascondono dietro un angolo in modo di uscire di nuovo allo scoperto quando anch'io arrivo a quell'angolo.
Per chi non conoscesse la storia dei porcospini di Schopenhauer, eccola qui (la cito anch'io nella speranza che mi lascino un pò in pace e inizino a seguire voi):

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
(A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)

sabato 20 giugno 2009

Piove


Sai, sta piovendo, così come piove lì, nella tua città, lontana chilometri e chilometri dal mio piccolo paese. Ad un tratto il sole di stamattina è scomparsa dietro ad alcune nuvole scure e cariche, il caldo è però rimasto.
In compenso piove e mi piace pensare che entrambi, io e te, siamo sotto la stessa pioggia. Mi piace pensarlo per sentirmi vicino a te anche quando, come adesso, fisicamente tanto vicino non sono. Mi piace pensarlo in modo di sentire sulla mia pelle il tuo sguardo, quello sguardo che mi fa sentire speciale, quello sguardo che solo tu riesci a regalarmi.
Sono uscito fuori e mi son fermato proprio sotto la pioggia. L'ho fatta cadere su di me e poi scivolare dal volto in basso e sulle braccia. Mi sono sentito come se fossi abbracciato da te. Mi sono sentito coccolato, custodito, protetto. Spero che la stessa sensazione l'abbia provata anche tu.
Poi ha smesso di piovere e sono rientrato. E' durata pochissimo, lo so, ma è stato ugualmente bello. Sentirmi accanto a te, anche per un secondo, mi emoziona sempre.
Mi basta poco per essere felice, mi basta anche un tuo sorriso.
Ora vado. Esco di nuovo fuori, portandoti con me nel cuore.
Ha ripreso a piovere.

venerdì 19 giugno 2009

Il nostro ballo


Play.
Ecco l'ho premuto.
Iniziano le note a susseguirsi e ad uscire dallo stereo, diffondendosi nella stanza, roteando nelle nostre menti. Entrano dalle orecchie e si dondolano dentro le nostre teste, sfiorano gli occhi, si spingono e si abbracciano fra di loro.
Anche noi due ci avviciniamo, ci abbracciamo e insieme ci spingiamo, lì dove inizia la felicità e finisce la pena, dove inizia la passione e termina il dolore.
Prima un piede e poi l'altro ed inizia il nostro ballo.
Tengo stretta la tua vita con una mano e con l'altra mano legata alla tua mano ti conduco avanti e indietro, poi di fianco. Adesso rallentiamo. Si, andiamo più veloci. Fermiamoci. Distendiamo le gambe e i busti facciamoli ruotare. I miei occhi si perdono dentro i tuoi occhi. I miei sogni si mischiano ai tuoi sogni.
Rincorriamo il tempo allungando una gamba e facendoci seguire dall'altra.
La tua mano sinistra sulla mia spalla mi fa sentire la tua leggerezza e tutta la tua fiducia. Balliamo da soli al centro della stanza come fossimo solo noi al mondo, perchè solo di noi a me importa, di te e di me. Nulla mi distrae se non il tuo viso appassionato e dritto verso di me. Le tue labbra m'invitano al bacio, i tuoi capelli m'invitano alla carezza mentre le note non si fermano. Aumentano. All'infinito. Piene di dolcezza e di armonia.
Volteggiamo nell'aria e sembriamo due ali di una stessa farfalla.
Non fermiamoci. Balliamo ancora... in eternità!

martedì 16 giugno 2009

Soli non siamo mai..



Soli non siamo mai.
Soli non lo siamo mai perchè in ogni attimo dei milioni di attimi che formano la mia giornata sei chiusa dentro la mia testa, navighi nei miei pensieri, dondoli tra le stelle dei miei sogni. E dentro la mia testa hai posto il tuo trono e tu, Regina, lì ti siedi e ti fai guardare da me, in adorazione e nel sospiro che nulla ti accada, nulla di cattivo o di brutto, perchè per te voglio solo il bene e la felicità. Per te voglio il caldo giallo di un raggio di sole sul corpo o il fresco dell'azzurro di un'onda del mare sul viso. Voglio il profumo di una rosa dentro il tuo corpo o l'allegria di un sorriso dentro i tuoi occhi.
Soli no, non lo siamo, perchè anche separati siamo una coppia o una cosa sola, scegli te. Lascio a te questa scelta. Per me va bene tutto. A me va bene tutto ciò che ti include e tu con me, in me, dimori da quando ti ho conosciuta e ho potuto godere della luce della tua persona, della tua mente e della tua risata, dell'arguzia delle tue parole e della simpatia dei tuoi scherzi. Ancora non ti conoscevo, non sapevo neanche della tua esistenza e già ti cercavo. E' strano vero?
Cercavo proprio tutto quello che tu hai. Cercavo la tua bellezza, la tua purezza, la tua lucentezza nel buio, la tua semplicità.
Cercavo anche la tua rabbia quando faccio qualcosa che non ti piace perchè son sicuro, e in fondo lo sai anche tu, più di 2 secondi, i nostri cuori non rimangono lontani. Sono come calamite. Si attraggono e si avvicinano sempre. Di continuo.
Soli non lo siamo mai. Io ho in mente te e tu hai in mente me. Sempre.


venerdì 5 giugno 2009

Vuoi sapere dove sono?


Mi chiedi dove sono?
Ecco, dove sono.
Sono dove mi hai lasciato l'ultima volta, precisamente in quel punto, fermo a guardare dalla finestra la gente passare, col pensiero rivolto unicamente a te. Provo ad immaginarti, ad immaginare cosa tu stia facendo, con la speranza che il buio esista solo fuori dalla mia finestra e che nella tua stanza invece ci sia tanta luce, un'infinita luce. So però per certo che così non è e allora mi auguro che almeno ci sia un pò meno buio rispetto a quello che sta attorno a me.
E' difficile camminare al buio, si rischia sempre di urtare qualcosa, di romperlo forse o di farlo cadere senza però causare grossi danni. Ma in 2 si cammina più sicuri, si cammina meglio. Non si ha paura di nulla, neanche di ciò che non si vede. In 2 si hanno più occhi e si è così leggeri da sembrare di volare.
Ecco dove sono.
Sono dove mi puoi trovare.

martedì 26 maggio 2009

La storia del soldato e della principessa

Esistono dei film che mi emozionano sempre, nonostante io li abbia visti decine e decine di volte. Tra questi c'è "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore.
Proprio da questo film, traggo una delle storie più romantiche io abbia mai sentito: la storia del soldato e della principessa.

"...Una volta un re fece una festa e c'erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone colla figlia del re! Basta!
Ma, finalmente un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato:
“Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua.”
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, colla neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva.
Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire... mentre la principessa sempre lo guardava.
E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via
”.



Anch'io ti attenderei anche 100 giorni e 100 notti...

lunedì 25 maggio 2009

Non chiedo altro..


Ogni giorno che passa nella mia vita mi fa capire sempre di più, in maniera più forte e decisa, profonda e assoluta, l'importanza e la bellezza infinita del dono che ho ricevuto conoscendoti. Mi lascia la piena consapevolezza di noi.
Mi sento come una clessidra piena di sabbia. Mi rivolto e lentamente mi riempio ancora della tua sabbia, della tua vita e del tuo amore.
Non chiedo altro che il tuo amore, perchè io quello desidero e per quello ho vissuto, vivo e vivrò.
Non voglio la luna o le stelle. Non voglio il mare o il sole. Non voglio la ricchezza o la salute. Voglio il tuo amore, puro e sincero, come è oggi.
Voglio solo prenderti per mano, voltarmi su un lato e trovarti. Chiudere gli occhi, riaprirli e trovarti ancora.
Mi entri sempre più dentro, come una lama, come una spina, come un respiro d'aria pulita e mi permetti di vivere.
Grazie.
Grazie.
Grazie davvero.

venerdì 8 maggio 2009

Il vento ci porterà


Amore, siamo leggeri come due piume che nell'aria danzano tra i raggi del sole che splende alto, in mezzo al cielo azzurro che da giorni ormai illumina le nostre giornate e le nostre vite. L'aria è calda e fuori di casa si sta bene. Si respira il caldo e nei nostri corpi si accendono le nostre anime come se fossero due fuochi incandescenti, di continuo alimentati da legna forte e duratura. Nessuna ombra però, nessun fumo ci oscura. Siamo lucidi e brillanti come due stelle.
Come le stesse stelle che ci seguono nelle nostre nottate, trascorse mano nella mano o stretti in un abbraccio unico come fossimo un corpo unico, un pensiero unico, un sogno unico.
Siamo come due petali di una stessa rosa che vengono trasportati dal vento e disegniamo grandi onde di dolcezza e fragilità.
Siamo come due sogni che, stanchi di essere sogni felici ma isolati, hanno deciso di unire i loro fili sottili e diventare un solo e grande sogno di felicità infinita. Nulla ci spaventa, tranne la paura che un bel momento, il sogno svanisca e uno dei due si svegli dal sonno.
Sai che ti dico invece?
Ti dico che io sono già ben sveglio. Lo sono sempre stato. Anche quando sembrava che dormissi, anche quando ho chiuso gli occhi e nel buio ti ho baciata.
Non sono mai stato così sveglio e non sono mai stato più convinto di adesso che quello che sto vivendo mi piace, mi rende felice, mi fa sentire vivo e per nulla al mondo voglio smettere di vivere, di viverlo, di viverti.
Nulla al mondo mi potrà far cambiare idea.
Mi lascerò trasportare dal vento e da lui mi farò portare sempre più spesso da te, per vederti, per parlarti, per sussurrarti, per sospirarti, per sfiorarti. E un giorno a te mi aggrapperò e non andrò più via.
Mai.